giovedì 20 marzo 2008

6. SINTESI DEL 13 marzo (Fabrizio Fagiano)

È con un procedimento induttivo che abbiamo cominciato: prima a piccoli gruppi e poi tutti insieme, abbiamo costruito la nostra mappa concettuale di “tempo”. Dunque, il tempo è un contenitore, misurabile e oggettivo, che comincia alla nascita e termina con la morte, scomponibile in tanti contenitori ugualmente misurabili (secondi, ore, giorni, settimane etc.). Dentro questo contenitore facciamo delle cose, dando corpo a pensieri, sentimenti e modelli di comportamento, in modo più o meno funzionale rispetto allo spazio che c’è nel contenitore. Questo approccio ci consente di tenere il tempo come invariante e concentrarci sulle cose che facciamo “dentro”: DATO il tempo, la cosa importante non è gestire il tempo, ma gestire le cose dentro il tempo. Ovviamente, questo vale per tutti gli aspetti “di compito” della nostra vita (come scrivere un documento, portare a termine un progetto, fare colloqui con cittadini e colleghi, preparare la cena e andare al cinema), ma è rispetto all’approccio psicologico ed emotivo al tempo che ne intravediamo le potenzialità applicative. Per capirci, l’ansia del tempo, di non farcela, di arrivare tardi alla consegna di un lavoro o all’appuntamento, viene rivista come il tempo dell’ansia, mentre le relazioni o le indecisioni che fanno perdere tempo diventano il tempo delle relazioni e delle decisioni. Non lavoriamo, allora, su tecniche per gestire il tempo, ma su tecniche per gestire l’ansia e le relazioni, o per prendere decisioni, verificando di volta in volta quanto “spazio” nel contenitore-tempo riguadagniamo.

1 commento:

ACTA Srl ha detto...

Ritengo che il tempo inteso come scorrere della vita sia influenzato molto dalle emozioni ‘, il rapportarci in modo diverso nelle stesse situazioni modifica il risultato.
Giuseppina Martino