venerdì 28 marzo 2008

9 SINTESI 27 marzo (Fagiano)

Abbiamo parlato di time management, di agenda produttiva, di calcolo di priorità per parametri di importanza ed urgenza, di scheduling, di un minimo di 40% del tempo da destinare all’imprevisto, così anche quello è sotto controllo, di come fare con i “seccatori”.
Poi abbiamo verificato che ci sono sempre le nostre voci interne, i nostri pensieri e sentimenti Genitore e Bambino, che ci allontanano dalle direzioni “efficaci” che invece controlla l’Adulto. Così diamo retta ai rompiscatole, rimandiamo le cose urgenti, stiamo ad ascoltare cose già sentite, non diciamo di no, ripetiamo gli stessi errori fatti 1.000 volte, raccontiamo bugie cadendo nella trappola delle promesse mancate.

8 SINTESI 20 marzo (Fagiano)

Genitore Normativo e Affettivo, Bambino Adattato e Bambino Libero, Adulto: sono le 5 voci che animano il nostro dialogo interno, le cui dinamiche influenzano in modo determinante il modo in cui facciamo le cose. E quindi lo spazio che esse prendono nel contenitore-tempo. “Non riesco a stare seduta!”, ha esclamato una partecipante, saltellando sulla sedia, mentre si decideva se fare pausa o no: abbiamo tutti seguito la voce del Bambino Libero.

sabato 22 marzo 2008

7. SENECA E IL TEMPO (Tiziana Beltrame)

Parto da una semplice citazione, per arrivare ad una amara conclusione: spesso è il tempo che comanda noi, e non il contrario.
Forse da oggi potremmo tentare di invertire la rotta…

“Parte del tempo ce lo strappano di mano,
parte ce lo sottraggono con delicatezza,
e parte scivola via senza che ce ne accorgiamo.”
Seneca.

giovedì 20 marzo 2008

6. SINTESI DEL 13 marzo (Fabrizio Fagiano)

È con un procedimento induttivo che abbiamo cominciato: prima a piccoli gruppi e poi tutti insieme, abbiamo costruito la nostra mappa concettuale di “tempo”. Dunque, il tempo è un contenitore, misurabile e oggettivo, che comincia alla nascita e termina con la morte, scomponibile in tanti contenitori ugualmente misurabili (secondi, ore, giorni, settimane etc.). Dentro questo contenitore facciamo delle cose, dando corpo a pensieri, sentimenti e modelli di comportamento, in modo più o meno funzionale rispetto allo spazio che c’è nel contenitore. Questo approccio ci consente di tenere il tempo come invariante e concentrarci sulle cose che facciamo “dentro”: DATO il tempo, la cosa importante non è gestire il tempo, ma gestire le cose dentro il tempo. Ovviamente, questo vale per tutti gli aspetti “di compito” della nostra vita (come scrivere un documento, portare a termine un progetto, fare colloqui con cittadini e colleghi, preparare la cena e andare al cinema), ma è rispetto all’approccio psicologico ed emotivo al tempo che ne intravediamo le potenzialità applicative. Per capirci, l’ansia del tempo, di non farcela, di arrivare tardi alla consegna di un lavoro o all’appuntamento, viene rivista come il tempo dell’ansia, mentre le relazioni o le indecisioni che fanno perdere tempo diventano il tempo delle relazioni e delle decisioni. Non lavoriamo, allora, su tecniche per gestire il tempo, ma su tecniche per gestire l’ansia e le relazioni, o per prendere decisioni, verificando di volta in volta quanto “spazio” nel contenitore-tempo riguadagniamo.

giovedì 13 marzo 2008

5. SANT’AGOSTINO E IL TEMPO (M. Gattiglia)

La frase di Agostino cui facevo riferimento nel post numero 2 è:
“Allora che cosa è il tempo? (Quid ergo est tempus?) Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più".
È una frase che si potrebbe applicare a diverse altre questioni fondamentali per la nostra vita!

4. RIFLESSIONI SUL TEMPO (Enrica Sartoris)

1) scrivo da casa perché in ufficio non sono riuscita a trovare il tempo
2) sono andata a rileggermi brani del libro di Emile Cioran "La caduta nel tempo"
" ..... e giacchè il suo culto dell'imminente si avvicina all'estasi, egli cade in deliquio davanti a ciò che ignora, ricerca e teme, davanti all'istante che attende, in cui spera di esistere e in cui invece esisrerà altrettanto poco che nell'istante porecedente...."
3) il docente dovrà svelarci la frase di Sant'Agostino non citata, sulla quale è in corso un'indagine.. !
saluti a tutti
Enrica Sartoris

venerdì 7 marzo 2008

3. SINTESI DEL 6 MARZO (Mario Gattiglia)

L’incontro iniziale di un corso sul tempo è iniziato in ritardo, con me (il docente) che trangugiavo un panino perché non avevo avuto tempo di mangiare con calma.
Sul tempo nessuno “è imparato”…
Ma ciò che conta è che sono stato accolto da un gruppo di persone splendide, che hanno discusso in modo vivo intelligente sulle questioni generali legate al tempo.
Abbiamo iniziato con la proiezione di un filmato in cui due manager erano alle prese con problemi legati al tempo. La discussione che ne è seguita ha affrontato i seguenti temi:
Riunione o riunionite? Come ce la caviamo tra ciò che dobbiamo fare e ciò che amiamo fare? Pianificazione e flessibilità sono incompatibili? Come fare con i vertici che cambiano continuamente gli indirizzi? Quali strumenti?
Alcuni strumenti sono facili e disponibili, basta volerli usare! Abbiamo visto un esempio di calendario condiviso. Abbiamo parlato di alcuni strumenti già attivi nell’ente locale. Abbiamo ricordato il ruolo importante dei capi nel diffondere una cultura dell’uso di questi strumenti.
Abbiamo poi visto il secondo filmato, una raccolta d’interviste a importanti manager sul problema della gestione del tempo. La cosa interessante è che le interviste partono da un forte accento sulla razionalità della programmazione per evolvere progressivamente verso considerazioni più legate alle dimensioni psicologiche (motivazione, delega, fiducia negli altri) che facilitano o ostacolano un buon uso del tempo. Questo è il miglior viatico per i prossimi incontri, dedicati proprio a queste dimensioni.
Buon lavoro!

giovedì 6 marzo 2008

2. IL CAPITOLO CHE NON C'E' (Mario Gattiglia)

Ho scritto diversi libri, anche se uno solo probabilmente merita questo nome.
Parla di epistemologia e affronta temi impegnativi, come ad esempio: cosa è la verità? Come possiamo conoscerla? La realtà esiste o è costruita? Come possiamo “gestire” concetti-limite come quello di “infinito”, di “complessità”, ecc?
In quel contesto, come mi hanno fatto osservare alcuni lettori attenti, manca un argomento: quello sul tempo.
Non che mi mancasse il materiale, anzi. Né mi mancava la motivazione. Nel 1992 il mio più caro amico è morto per un incidente stradale. Emersero più volte nel mio animo domande che ci poniamo tutti di fronte ad un evento del genere: se fosse uscito di casa un quarto d’ora più tardi..., se non avesse preso proprio quella strada… Non è affatto da trascurare il fatto che nessuna delle leggi della fisica nega la possibilità dei viaggi nel tempo: allora pensavo: se potessi tornare indietro di un poco nel tempo per avvertirlo…
Forse non devo neanche dimenticare che da giovane mi piaceva moltissimo la fantascienza. E il tema del tempo è uno dei più generosi per questo genere. Perché immaginare, ad esempio, dei viaggi nel tempo porta immediatamente a riflettere sulla possibilità di complessi paradossi. E ragionare sui paradossi è un’operazione filosofica piuttosto fertile.
Così, è stato quasi naturale che il transito dalla gioventù ad un’età più matura sia stato accompagnato da molte letture sul tempo, che dai romanzi di fantascienza si sono trasferite all’epistemologia e alla filosofia.
In quasi tutti i migliori di questi libri, che in buona parte trovate segnalati in nota nelle prossime letture, ci si chiede:
- Il tempo esiste, o ce lo inventiamo noi? Detto meglio: è una delle forme a priori della nostra intuizione, come proponeva Kant? Oppure è un’entità reale, un oggetto dotato di esistenza e specifiche proprietà, come preferivano pensare fisici come Newton e Einstein?
- Perché è un concetto così sfuggente? Sembra al pensiero la visione delle Pleiadi: se le guardiamo di sfuggita, scintillano a centinaia nel cielo notturno; ma se proviamo a focalizzare lo sguardo su di esse rimangono in sette o otto. A questo proposito, è così nota la frase di Agostino da Ippona che mi prendo il lusso di non citarla…
- Le leggi della fisica sono simmetriche per inversione temporale: non dimostrano l’esistenza del tempo. Provare a risolvere certi paradossi (come quello chiamato EPR di cui parla la lettura n° 3) porta la fisica moderna a creare nuove affascinanti ipotesi, come quella del “mare di frequenze” (lettura 4), del multiverso, o la M-teoria delle superstringhe che contempla uno spazio-tempo a dieci o undici dimensioni in perenne vibrazione. Tutto questo non è fantascienza: sono le frontiere più sfidanti della scienza moderna. Vale la pena conoscerle? Io credo di sì. Quanto meno perché sono affascinanti, direi vertiginose. Ma anche perché dietro a queste ipotesi stanno anche applicazioni tecnologiche che usiamo tutti, come la T.A.C. o il lettore di DVD.
Eppure, pur avendo molte schede di lettura di libri, molte domande e qualche divertente ipotesi di risposta, il capitolo sul tempo non l’ho scritto. Perché non mi sono mai trovato alla fine di un pensiero, perché ogni passo apriva visioni su nuovi sentieri, perché, specialmente su questo tema, non c’è sentiero tracciato, ognuno traccia il proprio camminando.
Queste poche pagine di blog sono dunque qualche sentiero tra gli infiniti possibili. Proviamo a camminare insieme per qualche …tempo.

1. INTRODUZIONE

La riflessione sul tempo nel mondo del lavoro non è affatto rara. Il tempo è una delle risorse più scarse e dei problemi più ansiogeni. Per cui tutti noi cerchiamo di trovare il modo migliore per pianificare, organizzare, individuare priorità, ecc.
Ma parlare di tempo tra dirigenti e funzionari di un Comune ha anche un altro significato. Fin dalla legge 142/90, l’ente Comune ha potere (sia formale sia di fatto) sui tempi della città, e quindi sul livello di qualità della vita dei cittadini. Addirittura, è previsto uno strumento chiamato “piano regolatore dei tempi della città”.